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ATTRAZIONI TURISTICHELa Provincia di Salerno Cenni StoriciLe determinazioni geo-amministrative dell’attuale provincia di Salerno si attestano nel basso Medioevo con Carlo II d’Angiò. Dopo che la “Longobardia minor” nel 849 si scisse nel Principato di Benevento e di Salerno, il territorio di Salerno, così come costituito magnificamente in modo barbarico dai Longobardi- con Guaimario V (1027- 1052) Salerno assurge a signora di tutto il Meridione- feudalizzato dai Normannni (1076-1189) prima, e dagli Svevi dopo (1190-1286(, nel 1287, con la sistemazione organizzata della casa d’Angiò nel Regno di Napoli, e l’elezione di Napoli a capitale, in presenza della formazione di Benevento come “enclave” pontificia, viene suddiviso in: Principato Ultra (l’attuale provincia di Avellino e Benevento) e Principato Citra (l’attuale Provincia di Salerno). Gli ulteriori passaggi di dominio dell’ora Regno di Napoli dagli Aragonesi (nel 1400) agli Spagnoli del Vicereame (dal 1500 al 1600), ai Borboni (nel 1700) a Giocchino Murat (inizio 1800), agli ultimi Borboni, la denominazione di Principato Citra rimane, e si trasforma nell’attuale di Provincia di Salerno, dopo l’annessione dell’ora regno delle Due Sicilie alla Casa Sabauda, col nuovo Regno d’Italia (1860). Morfologia Morfologicamente la provincia è caratterizzata da pianure colline, altipiani, catene di monti, alcuni dei quali interessati da fenomeni carsici, i più importanti del Mezzogiorno (Castelcivita, Pertosa); da corsi d’acqua; dei quali l’antico e solenne Sele, coi suoi grandi affluenti: il Calore, il Tanagro. Il mar Tirreno bagna la Costiera Amalfitana che la in vertebra al nord, e la costiera Cilentana che la delimita al Sud.Il Cilento che costituisce una sub-regione delle caratteristiche marino collinari e montane, con il Vallo di Diano, un altopiano pianeggiante di forma longitudinale, tra i più lunghi dell’Appenino (37 km) attraversto dal Tanagro, comprende la parte interna meridionale di essa.La Piana del Sele incunea tra i Monti Picentini, che la dividono a Nord dell’Avellinese e tra il Cilento, a Sud, che la chiude ad Agropoli.L’agro nocerino-sarnese forma l’altra parte pianeggiante, al di là dei monti Lattari, dalla ferace e antica terra (pomodoro di S.Marzano). Le valli dell’Irno e del Picentino, a ridosso di Salerno costituiscono, a Nord, il confine con l’Avellinese, mentre da Sud, il Golfo di Policastro col suo meraviglioso entroterra la congiunge alla Basilicata. Cossicchè la provincia unisce a questa diversificazione territoriale la stratigrafia delle civilizzazioni che l’hanno conformata, esibendo un unicum di varietà territoriale e di sedimentazioni storiche, senza riscontro tra le altre Provincie d’Italia. Il mare L’odierno golfo di Salerno, in età romana e augustea (20 ca d. C.), è il Paestanus Sinus (golfo di Paestum). Paestum, prima colonia, poi municipio romano, gode di grandi prosperità – continua a coniare moneta- per tutta l’età Imperiale. Era stata l’antica Posidonia, ondata da Achei provenienti da Sibari (VII sec. A.c.), a sud del grande fiue (oggi Sele), presso la cui foce per prima avevano essi eretto a un santuario ad Hera Argiva. Il mare ha questa storia greca nel nome di Posidonia, e più giù di Elea, l’altra grande colonia greca, fondata dai Focei intorno 540 a.c. Dopo Elea c’è il promontorio di Palinuro, toponimo del nocchiero di Enea, che affogato in quel mare, viene dagli aborigeni ivi sepolto (Virgilio, Eneide, IV-VI). Questa vita greca del mare che bagna la costa di Punta Campanella, a Punta Licosa, a Capo Palinuro, a Punta degli Infreschi, diventa Romana, e si addolcisce come costiera imperiale, con Augusteo, per una , fino alla foce del Silarus, costituendo con Roma la I Regio Imperiale. Dopo c’è il Basso Impero, il Medioevo Longobardo, l’incursione degli Arabi, la malaria (VII-VIII sec.) e Paestum decade. Ma fiorisce, dirimpetto ai piedi dei Monti Lattari,in questo intreccio alto medievale di traffici saraceni e bizantini, l’astro di Amalfi, prima città marinara, che caratterizza con le sue rotte la vita di questo mare e lo fa suo (sec IX-XI).Il Ducato di Amalfi dà questo mare il gusto nuovo dell’Oriente, e fa del mare greco e romani, il mare medioevale di traffici e ricchezze. |